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Come sarà fare Canyoning in Cile? Era già da un po che ci stavo pensando. Nel 2017 ero stata a Pucon in un canyon commerciale, il rio Pillan il quale non mi aveva entusiasmato: pochi salti, il massimo di 20 metri, qualche tuffo e lunghe camminate nel greto del fiume, cosa che odio a morte! Visto che quest’anno avremmo affittato la macchina, abbiamo pensato di inserire nel nostro itinerario qualche deviazione strategica alla ricerca di forre interessanti. C

Le zone già note per il canyoning in Cile sono: Cajon del Maipo (Region Metropolitana), Pucon e Puerto Varas (Region de Los Lagos), Alto Bio Bio (Region del Bio Bio) e Region del Maule. Recentemente dei francesi stanno esplorando le fredde forre della Patagonia. Su Descente Canyon (link qui) abbiamo trovato poche informazioni utili. Per fortuna il nostro amico spagnolo Eduardo ha aperto molti canyon in Sud America e scritto la guida Brasil Chile Canyoning che ci siamo prontamente procurati. In questi casi l’aiuto dei locals è decisivo vista la scarsità di informazioni, grazie a Facebook ho contatto il gruppo Canyoning Chile, tutti ragazzi disponibilissimi e felici di fornire informazioni.

Raccolte tutte le informazioni necessarie stiliamo una lista dei canyon papabili: San Gabriel nel Cajon del Maipo, La Gaviota a Valparaiso, Pichillankawe, Estero Ñireko, Estero Koihues nel Bio Bio e altri da valutare in zona Maule. A Santiago ci aspettava Eduardo per andare insieme nel Maipo, al Sud altri ragazzi si erano resi disponibili per accompagnarci.

Purtroppo l’estate 2019/2020 sarà ricordata in Cile come una delle più secche degli ultimi 50 anni, per cui abbiamo trovato molti torrenti completamente asciutti o quasi nonostante fosse inizio estate, soprattutto nella regione centrale del paese.

Quebrada de Queltehues

Siamo nel Cajon del Maipo a circa 1h – 1h e mezza da Santiago. Superato il paese di San Jose del Maipo guidati da Edu siamo giunti ad un piazzale subito dopo un ponte, perfetto per parcheggiare e cambiarsi. Il canyon è suddiviso in un tratto superiore con accesso lungo e faticoso ed un tratto inferiore decisamente più comodo da raggiungere e tecnicamente facile, la classica forra di iniziazione. Come vi dicevo la siccità è stata straordinaria questo anno e nel Maipo i torrenti sono praticamente tutti secchi! Per la prima volta ho fatto una forra con abiti da trekking leggeri e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto, quando il sole picchia calarsi sotto una rinfrescante cascatina è favoloso!! Avvicinamento breve (15 min) e abbastanza agevole fino all’attacco del tratto inferiore, ambiente semi desertico con rocce friabili e vegetazione scarsa. Giunti all’attacco Edu ci mostra le ultime cascate del tratto superiore…siamo stati tentati dal fare l’integrale per steccare ma l’idea di camminare quasi un’ora e mezza sotto il sole ci ha fatto desistere.


Armi in buono stato, calate fino a 25 metri, acqua pulita e sentiero di ritorno semplice. Sicuramente è una forretta che con un po’ di acqua può rappresentare una buona opportunità di svago appena fuori Santiago per gli amanti dell’outdoor.

Estero Koihues

Ci troviamo nella Region del Bio Bio, a circa 650 km a sud di Santiago del Cile. Zona molto ricca di acqua, qui scorre il Bio Bio, uno dei fiumi più importanti del paese. Per lunghezza è il secondo maggior fiume del paese e per estensione di bacino, il terzo dopo il Loa e il Baker. Montagne e vulcani incorniciano splendide valli che a tratti ricordano i nostri paesaggi alpini.


Sulla scorta delle informazioni raccolte da amici cileni e con in mano la guida ci siamo avventurati nel piccolo canyon del Koihues. Si tratta di una forra boschiva, tecnicamente semplice e piuttosto breve nel tratto inferiore, adatto ai neofiti. Il torrente termina lungo la strada, si parcheggia pochi metri più avanti in uno spiazzo. Il sentiero di avvicinamento inizia accanto al torrente sulla sinistra orografica. Grazie ad una traccia GPS siamo riusciti a raggiungere l’attacco della forra attraverso la fitta vegetazione, in assenza di una vero e proprio sentiero. Diciamo che a parere nostro il cammino di avvicinamento meriterebbe un minimo di manutenzione. Vi lascio il link per l traccia di avvicinamento.

Avvicinamento


La siccità che ha caratterizzato la primavera estate 2019/2020 ha un po penalizzato questo percorso, abbiamo trovato poca acqua, anche se limpida e fresca. Sette calate tra i 6 e 28 metri e armi naturali per la maggior parte. Noi non abbiamo trovato nessuna pozza tuffabile. Un canyon breve e grazioso nel tratto inferiore con scorci suggestivi, incorniciato da vegetazione verdeggiante e punteggiata di fiori. In alcuni punti è consigliabile ricorrere a tecniche svincolabili per gestire gli sfregamenti.

Località dove soggiornare: Ralco – Alto Bio Bio. Troverete supermercati, negozi e banca per cambiare soldi. Noi abbiamo alloggiato presso l’Hosteria La Montaña. Due notti compresa colazione, due cene squisite ad un prezzo più che onesto. Avrete anche spazio per stendere le mute nello spiazzo antistante i bungalow, parcheggio di fronte alla porta della stanza.

SCHEDA TECNICA

  • Roccia: Granito
  • Lunghezza: 1200 m
  • Dislivello: 500 m
  • Periodo: da settembre a giugno
  • Accesso: superiore 1h, – 1h 30′, inferiore 30-40′
  • Discesa: integrale 4h, inferiore 2 h
  • Ritorno: 5′
  • V4a2III
  • Materiali: 2x35m, 1x15m, cordini e mallion

Estero Pichillankawe

Eravamo venuti a fare canyoning in Cile per prendere sciampate e sembrava che questo torrente facesse proprio al caso nostro. Qualche giorno prima sul gruppo facebook ci avevano messo in guardia sulla portata… ottimo!

Partendo sempre dall’Hosteria della Montaña di Ralco ci siamo inerpicati con la nostra Hunday I30 sulla sterrata che costeggia il Rio Pangue. Dopo alcuni km di strada in buone condizioni si raggiunge il parcheggio dell’uscita. Da qui è possibile valutare la portata delle ultime due calate.


Conviene parcheggiare direttamente all’uscita, in uno uno spiazzo perfetto per cambiarsi ed eventualmente campeggiare. L’inizio del sentiero di avvicinamento si trova qualche km prima, circa 15-20 min a piedi in discesa fino ad un il ponticello di legno sul fiume Pangue. Occhio perché dovrete attraversare necessariamente una proprietà privata. Oltre il ponticello troverete un cancello, i padroni non li abbiamo visti per cui abbiamo scavalcato. Poco dopo il cane ha visto noi… non si è avvicinato più di tanto ma fate attenzione. Il sentiero di avvicinamento è lungo ma semplicissimo, segue un cammino di tagliaboschi. Non è affatto faticoso e lungo la strada troverete anche alberi di amarene carichi di frutti… approfittatene!! Da un pianoro potrete anche vedere sbuffi di fumo uscire del Volcan Callaqui. Calcolate circa 1 h e 30′ di cammino.

Mappa avvicinamento

La forra inizia sotto ad un vecchio ponte di tronchi. Avrete molto spazio per potervi cambiare prima di entrare. Non fatevi scoraggiare dal lungo tratto di marcia nel greto del fiume, la forza della corrente potrebbe darvi un’idea della portata. Tra piante dalle foglie gigantesche e insidiosi saltini disarrampicabili arriverete alla C32. Sebbene possa intimidire a prima vista per la quantità di acqua che precipita fragorosamente, vi calerete accanto ad una splendida cascata incorniciata da rigogliosa vegetazione in una pozza non profonda.


Superato un altro tratto di marcia nel fiume, la forra diventa piú continua con successione di bei salti sebbene senza possibilità di tuffi (apparentemente). Arrivati ad un ampio plateau di scura roccia basaltica, la forra si apre su un bellissimo paesaggio, una vista ci ha ricordato il Mondelli in Ossola.


Sicuramente non è una forra da principianti ma un gruppo di esperti troverà un percorso esteticamente bello e tecnicamente non particolarmente difficile. Dopo le ultime due calate si attraversa il Rio Pangue al di la del quale si trova la vostra macchina.

Poco piu avanti si trova l’Estero Pichipangue, da accoppiare anche nella stessa giornata per i piu assatanati!

SCHEDA TECNICA

  • Roccia: basaltica e ceneri vulcaniche
  • Lunghezza: 1500 m
  • Dislivello: 300 m
  • Periodo: da settembre a giugno
  • Accesso: 1h30′
  • Discesa: 3-4h
  • Ritorno: 30′
  • V4a5IV
  • Materiali: 2x35m, cordini e mallion

Estero Ñireko

Probabilmente la più bella che abbiamo fatto. È una forra piuttosto breve ma molto più continua del Pichillankawe. La cascatona finale vista dalla strada fa una certa impressione ma vi assicuro che sarà una discesa molto emozionante e di certo non rimarrete delusi!

 

Lasceremo la macchina proprio accanto al ponte Ñireko sotto al quale inizia la forra. Qualche metro prima sulla destra provenendo da Ralco, incontrerete uno spiazzo accanto ad un boschetto, l’uscita della forra è più o meno qui. Vi lascio alcune foto per aiutarvi a riconoscerlo.

Una volta entrati nel torrente da sotto il ponte, camminerete nel torrente per circa 100 metri, fate una prima valutazione di corrente e portata. Dopo una prima calata di circa 15 metri, un mancorrente ci condurrà alla C30. Una bella e potente cascata che si getta in un anfiteatro di pietra basaltica e vegetazione lussureggiante.

Il percorso nella forra continua tra brevi saltini e passaggi in corridoi acquatici dove la velocità della corrente si fa sentire, rendendo la progressione più impegnativa. Una calatina di 11 metri conduce al gran finale: una superba discesa di 35 metri. Un mancorrente a più punti ci separa dalla vista mozzafiato che godrete dalla sosta  della C35. La cascata si getta fragorosamente nel fiume Bio Bio che scorre pigramente tra alte pareti. Un armo esposto consente di calarsi accanto alla cascata, tra spruzzi e fugaci arcobaleni che si formano sotto il sole. Vale veramente la pena di fare una chiave di bloccaggio e godersi un momento la vista su tutto il canyon del Bio Bio da una posizione privilegiata.

Questa splendida forra ha una nota dolente… un ritorno a dir poco avventuroso! Infatti una volta raggiunta la base della cascata dovrete attraversare il Rio Bio Bio in un tratto sabbioso e poco profondo. Per fortuna dei ragazzi cileni ci avevano passato una traccia GPS altrimenti… diciamo che il cammino di ritorno è tutt’altro che intuitivo. Guidati dalla traccia abbiamo attraversato una piccola isoletta tra grandi massi, rari ometti e vegetazione abbastanza intricata. Sapevamo che avremmo dovuto attraversare di nuovo il letto del fiume tra due rapide per raggiungere la parete del canyon e risalire verso la strada. Probabilmente non abbiamo scelto il punto giusto perché una volta attraversato il fiume non abbiamo trovato alcuna traccia evidente in salita. Vi consiglio di tenere l’imbrago perché ad un certo punto ci siamo trovati costretti a fare una calatina in doppia per superare uno sperone roccioso. Ci siamo fatti faticosamente strada tra gli arbusti fino a raggiungere un sentierino che sbucava esattamente nello spiazzo descritto all’inizio.

Scheda tecnica

  • Roccia: vulcanica, basalto
  • Dislivello: 100 m
  • Lunghezza: 250 m
  • Periodo: settembre- giugno
  • Accesso: 5 min
  • Discesa: 2-4 h
  • Ritorno 1 h
  • V4a5III
  • Materiali: 2×35 m. Cordini e mallion.

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