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In questo post vedremo come andare da Chaiten a Futaleufu in autobus.

Avete presente quei villaggi di frontiera polverosi  e semi deserti, con un unico bar tutto fare? Ecco Chaiten me la ricordo così, il primo di una serie di strambi pueblitos che avremmo incontrato durante il nostro percorso. Nel precedente post vi ho raccontato come arrivare a Chaiten.

Cosa vedere a Chaiten?

Chaiten è anche base di partenza per escursioni alla scoperta di antiche foreste native o ascensioni ai vulcani della zona.
Fate riferimento a Chaitur, storica agenzia a conduzione familiare per qualsiasi informazione.
Tra le varie proposte vi segnalo:

Troverete altre utili informazioni su Chaiten nello splendido sito “La Ruta de los Parques”. Vi lascio qui il link.

Come andare da Chaiten a Futaleufu in autobus

Il bus Kemel una volta a Chaiten vi lascerà davanti ad un bar. Qui fermano i bus della compagnia Cardenas diretti a Futaleufu. Di solito aspettano i passeggeri provenienti dalla Ruta Bimodal. In ogni caso chiedete conferma al personale del bar.
mappa da chaitena a futaleufu
buses Cardenas contatti

 “In patagonia chi ha fretta..” tutto vero

ma chi si ferma e’ perduto!

Il primo assaggio di Carretera Austral

Coincidenze di autobus concatenate in maniera diabolica saranno per giorni nostra croce e delizia.

Giusto il tempo di farci scaldare al volo un’empanada (in Cile è un miracolo non ingrassare) prima di saltare sul piccolo BUS CARDENAS, polveroso e mezzo scassato.

Le tre ore successive avrebbero chiarito la genesi della sofferenza di vertebre ed ammortizzatori: CAMINO DE RIPIO. Questa parola ci avrebbe accompagnato/ossessionato per quasi tutto il viaggio. La famigerata strada non asfaltata, “sbrecciata” come si dice dalle mie parti. Con meno buche della Statale Adriatica ma causa comunque di tremende vibrazioni, di quelle che ti spostano vertebre, neuroni e semiasse del bus!

Dopo circa un’ora e mezza di sballottamenti e paesaggio monotono arriviamo sul set di un disaster movie anni 90… I cileni dietro di me parlottano tra lo stupito e l’addolorato per cui chiedo loro di raccontarmi cosa fosse avvenuto.

 

Alle 09:03 del 16 dicembre 2017, una parete rocciosa scivolò su un ghiacciaio, provocando uno smottamento che scorreva a una velocità media stimata di 72 chilometri all’ora. Questa frana travolse vegetazione, case ed infrastrutture per riversarsi infine su Villa Santa Lucia. FONTE: SERNAGEOMIN,

Crocevia tra i collegamenti marittimi di Chaiten ed i passi di frontiera facciamo tappa proprio lì: ciò che rimane è a metà tra surreale e desolante.

Case seminascoste dal fango accanto a costruzioni appena lambite dalla furia distruttrice della natura

Dopo la frana

Prima della frana

La fame vien viaggiando, mi concedo un’empanadita de queso (formaggio) mentre GG assaggia una sopaipilla. Semplici dischi di pane fritto che non hanno nulla di speciale se non ricordarmi tanto la mia nonnina cilena. L’olfatto ha l’incredibile potere di riportare al passato in un lampo… 

Mentre ci avviciniamo alla meta, il mio compagno di viaggio si contorce sul sedile nella speranza di vedere le acque del mitico Futa, il sogno di ogni canoista… Ma come ogni star si negherà alla nostra vista fino all’indomani quando ci prenderà a schiaffi e secchiate in faccia… 

In compenso cominciano a fare capolino tra la vegetazione cascatelle di acqua birichine, forrette (inesplorate?) che solleticano la nostra anima torrentistica.

Ormai è sera, siamo affamati e indolenziti, il naso incollato su Google Maps a contare i km… al nostro arrivo ci attendono gli amici canoisti di GG con una parrillada e vino cileno…dobbiamo tenere duro.

 Sono quasi le 22 quando arriviamo a Futaleufù, c’è ancora molta luce. Volteggiando in bicicletta un tizio si avvicina a GG- “Oh, me l’hai portato il tabacco?” Ecco a voi, Ricky Villa, uno dei tanti italiani che vanno a fare la stagione di rafting in Cile. 

Tra abbracci e amichevoli insulti – Ciccione! Vecchio!– Ricky ci conduce nel cosiddetto “Barrio Italia” a casa del patron Piri, dove tra una costina di maiale ed un bicchiere di Carmenere, GG ritrova i suoi vecchi amici canoisti ed io finalmente mi lascio andare al benefico potere del vino tinto… Domani mi aspetta il Futa, ho un po’ paura ma non ci voglio pensare adesso…

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