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Benvenuta Fase 2

Ah, che bello ritrovare una vecchia amica! Tornare a fare trekking sul monte Catria ed avere la sensazione di non essere mai andata via, come se una parte di me fosse sempre rimasta lassù.

Vi racconto il mio 4 maggio in direzione monte Catria, tra trepidazione e timore di essere fermati.

Si può andare in montagna?

Dopo quasi 2 mesi, Conte pronuncia le sospirate parole: attività motoria consentita… 

Subito nella mia testa: Si, ma si può andare in montagna o no?!

Tre giorni di dotte diatribe sui social mi convincono che la riposta è NO. Umore nero. 

Poi la luce in fondo al tunnel: le FAQ di governo e regione, udite udite, ci dicono: SI, Andate e massacratevi le gambe in montagna. 

Parte la strofa dei Negrita: Gioia infinitaaaaa!!!

Brainstorming 

Domenica sera io e GG siamo rimasti in piedi fino alle una e mezzo a discutere: 

  • Andiamo ad arrampicare? – No, sei matto?! C’è troppa gente!! 
  • Andiamo a fare una forra? – Al Presale ci sarà troppa gente, i Sibillini? – Eh, ma è lontano!
  • Escursione? Ok, ma mi raccomando non esagerare, non farmi fare 900 metri di dislivello eh! – Non ti preoccupare, ci penso io

Ehehe secondo voi? Naturalmente ho esagerato.

``Anello della balza degli spicchi``

``La balza degli spicchi``

Monte Catria:  Anello della Balza degli Spicchi

Ho scelto un giro meno comune sul comprensorio del Catria per evitare di incontrare altri escursionisti, completamente esposto a sud, soleggiato e riparato dal famigerato vento che una volta mi ha fatto gelare mani e labbra.

Escursione classificabile come EE con tratti esposti.

Dislivello +900

Quota di partenza 607m Ca’ la strada

Quota massima 1524m Pian d’Ortica

Tempi circa 6 h 

Mappa: carta dei sentieri  Monte Catria (Monti editore) 1:25.000

Sentiero 253 + 252A

Si comincia!

Parcheggio sul ciglio della strada presso Ca’ La Strada (q. 607 m)

Superate il rifugio Ca la Strada, poco più avanti attenzione a non sbagliare nell’imboccare la strada verso la cava anche se è facile incorrere nell’errore, quindi non prendete la strada bianca davanti a voi  (conduce alla cava) ma una stradina ghiaiosa più piccolina sulla destra.

Questa si raccorda su una carrareccia dove abbiamo lasciato un ometto per riconoscerla al ritorno.

Il percorso inizialmente è in comune per i sentieri 252A e 253 poi arrivati ad un bivio decidete come volete percorrere l’anello, noi siamo andati da sinistra verso destra. 

Seguendo il sentiero 253 si sale su sentiero abbastanza evidente con discreta pendenza all’ombra di un boschetto di faggi. Raggiungerete la Fonte Tronchetti  (30 min) dove potreste rifornirvi di acqua ma in realtà è un piccolo ruscello sulla destra del sentiero. Da qui in avanti non troverete altri punti di approvvigionamento idrico. 

Dopo circa 30 min, passando oltre un cancello di legno, incrocerete una carrareccia: proseguite sulla traccia davanti a voi e passate alla sinistra della costruzione circolare, vedrete i segni bianco-rossi.

Occhio al segnale!

Nel boschetto fate attenzione perché il sentiero non è sempre evidente, qualche bandierina di plastica o segni sbiaditi sugli alberi vi aiuteranno a ritrovare la traccia principale. Una volta usciti sul pratone  vedrete molte tracce parallele che vanno più o meno tutte verso la stessa direzione. 

Respirare la Primavera

Una giornata senza umidità vi regalerà una splendida vista sull’Appennino umbro-marchigiano fino ai Sibillini. A Maggio l’esplosione di profumi e colori scatena un frenetico via via di insetti indaffarati: come ha detto GG sembrava di stare in un aerodromo! 

In circa un’ora raggiungerete il bivio sulla crestina (q. 1500 m) segnalato da un paletto, i cartelli danneggiati sono stati ricomposti alla meno peggio. 

  • A sinistra il sentiero prosegue verso il monte Catria
  • A destra raggiungerete la balza degli spicchi 

Giunti qui avrete già percorso circa 900 metri di dislivello, riposate prima di affrontare l’ultimo tratto, il più impegnativo. In assenza di vento è un luogo perfetto per fermarsi a mangiare una bella focaccia prima di proseguire.

``Arrivo sulla Balza degli Spicchi segnali Cai``

``Panorama sull'Appennino``

Le balze degli spicchi :  quando il gioco si fa duro..

Le Balze degli Spicchi me le aspettavo sinceramente un po‘ meno strette, in un paio di tratti mi sono fatta la fatidica domanda, “Ma chi me l’ha fatto fare”. 

In realtà mantenendosi sul lato sinistro il percorso è un po più facile, aiutatevi con mani e piedi e non esitate a sedervi se non vi sentite sicuri! Se non avete mai camminato in cresta o soffrite di vertigini meglio scegliere un altro percorso. 

Posso dirvi che superati i primi due tratti il resto vi sembrerà una passeggiata larghissima.

Voltandovi indietro penserete: Cosa ho appena fatto?!?!?

Godetevi il paesaggio!!

Un ultimo sforzo per raggiungere Pian d’Ortica (q. 1524) che vi ricompenserà con una vista spettacolare! L’aria era cosi tersa che persino il Gran Sasso era riconoscibile.

Scendete verso la strada bianca in fondo al ripido pratone per prendere il sentiero 289, sulla vostra destra, segnalato con un cartello affisso ad un albero. Seguitelo fino a raggiungere il rifugio Boccatore (q. 1234). 

Una bella costruzione, peccato che come tutti gli altri sia sempre chiusa.

Non sbagliamo strada proprio ora…

Oltrepassate l’edificio continuando a scendere nel prato oltre la curva della strada bianca. Poco più avanti occhio a non sorpassare un sentiero sulla vostra destra, cercate un segnale poco evidente su di un albero.

Da qui in poi non potete sbagliare, raggiungerete in massimo un’ora la strada dell’andata e la vostra macchina.

Il terzo tempo:  Birra e patatine

Una escursione non è finita se non si fa il terzo tempo con birra e patatine! Non ci siamo fatti scoraggiare dai bar chiusi: 2 belle birre Messina e un tubo di Pringles prese nel supermercato di Cantiano hanno fatto benissimo il loro dovere!!

E voi dove siete andati il primo giorno della Fase 2? Questo week end dove vorreste andare? 

la spinosa questione della mascherina

Mi raccomando, seguite le disposizioni ministeriali sulle norme di contenimento. Sull’argomento mascherina in montagna ci sono validi articoli su cui possiamo discutere. Io personalmente non la metto per fare trekking per almeno due valide ragioni:

  • cammino col mio compagno convivente
  • sui sentieri non si cammina mai vicini per non intralciarsi

Come medico so bene che durante uno sforzo aerobico, respirare con la mascherina ci espone al rischio di ipercapnia. Potreste avere mal di testa, capogiri, tachicardia e affanno, fino a sintomi ben piu gravi. Un articolo ben fatto sull’argomento lo trovate su Medical Facts.

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