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Nell’ultimo post vi ho fatto conoscere Futaleufu, la capitale del Rafting della Patagonia ed ora vorrei raccontarvi la mia uscita in gommone.

Dopo le 13 ore di viaggio da Puerto Montt del giorno prima possiamo finalmente scatenarci un po’, ovviamente il primo giorno è dedicato a fare Rafting!

Dopo una mattinata di relax arrivano le 14.30… Il nostro amico Piri, originario proprio di Futaleufu ed eccellente canoista, ci ha riservato due posti nel giro del pomeriggio della sua compagnia Origenes Patagonia – Adventure Travel. GG non sta nella pelle mentre io, in realtà sto morendo di paura solo al pensiero!

Il briefing

Appuntamento alla base: il servizio è molto ben organizzato. Con dei pulmini in circa 30 min raggiungiamo la spiaggia dell’imbarco (put in per i canoisti), dove dopo la consegna dell’attrezzatura assistiamo al briefing sulle norme di sicurezza in gommone… Per scacciare l’ansia osservo i partecipanti : l’invasato, la fidanzata spaventata, crucchi dall’espressione indecifrabile, alcuni americani divertiti, una comitiva di giovani cileni. A parte quest’ultimi siamo quasi tutti stranieri. Qui ci consegnano le salopette in neoprene, giacchettino tipo k-way e scarponcini. Niente camerini, ci si cambia tutti insieme appoggiati ai tronchi. Wild.

Arriva il momento di salire in gommone, inizialmente in acque tranquille  per provare le manovre: una volta dentro dovremo essere rapidi nell’eseguire gli ordini della guida, in un fiume come quello non c’è tempo da perdere. Gli ordini saranno dati in inglese in modo da essere ben compresi (in teoria!) da tutti:

Forward: remare in avanti (ripetuto piu volte = remare energicamente)

Back: remare all’indietro 

Stop

Get Down: tutti seduti in mezzo al gommone (casini in vista!)

Ci spiegano come recuperare un compagno in acqua, cosa fare in caso di caduta fuori dal gommone. Qualcuno deve fare la dimostrazione in acqua: ovviamente chi scelgono? Noi due! L’acqua del Futa è turchese, cristallina e fredda! Facciamo le prove per capire come dovremmo attaccarci ai safety-kayak nel malaugurato caso di volo in acqua. Mamma mia… però meglio saperle certe cose, va… 
futaleufu river section for rafting

Tutti in acqua a remare!

Si comincia… l’acqua da azzurra diventa spumeggiante e biancastra, la rapida, sempre più vicina, ruggisce minacciosa. L’apparato di sicurezza è imponente: un safety-kayak per gommone più un’altra imbarcazione detta “cata-raft” ogni due gommoni. Affronteremo il tratto chiamato ”Da Punte a Puente” più la rapida “”Mas o Menos”: difficoltà compresa tra III e V grado.

Siamo su un cata-raft, imbarcazione stabile in grado di affrontare anche le rapide più pericolose con disinvoltura. Siamo solo 4 clienti sulla mia imbarcazione: io, GG ed una coppia di tedeschi, lei palesemente terrorizzata.

Si inizia subito col botto: le prime due rapide di grado IV+ e IV… seduti davanti io e GG remiamo come forsennati, la guida grida “”FORWARD FORWARD!!!” 

La tedesca in panico non rema a tempo, l’imbarcazione oscilla, si impenna e una volta superata l’onda si inclina paurosamente. 

Quando il gioco si fa duro…

“FORWARD FORWARD!!”

Onde bianco celesti alte, altissime che, come muri, improvvisamente si formano davanti a me e mi investono, mi schiaffeggiano. Il remo sbatte contro la prepotenza dell’acqua, più volte mi ritrovo a mezz’aria con il cataraft che si sposta sotto di me mentre la guida lotta contro correnti fortissime per evitare i famigerati “buconi”. I buchi sono rulli d’acqua: se ci finisci dentro ti trattengono e tendono a portarti sotto. La nostra guida è stata eccezionale, sfruttando la maneggevolezza del cataraft ci ha fatto seguire le “tiger line”, le linee d’acqua più ardite e adrenaliniche. 

I nostri compagni tedeschi sono cosi intimoriti da non azzeccare nemmeno un comando della guida. Prima dell’ultima rapida c’è una area tranquilla per fermarsi ed eventualmente sbarcare. Ci chiedono se intendiamo proseguire per affrontare la rapidona di V, Mas o Menos. La ragazza tedesca decidere di scendere mentre io e GG siamo gasatissimi e non vediamo l’ora di prendere sberle dal fiume. Onde, buchi e muri d’acqua: un Futa scatenato per il gran finale.

Ragazzi, un’esperienza pazzesca, GG era letteralmente impazzito alla vista di tanta acqua bianca, io con l’adrenalina a mille ed il tedesco bianco come un cencio!!

Il mio consiglio

Non so dire quanto sia durato il giro, non più di 2 ore, dure e non solo fisicamente. Percepire la propria fragilità davanti alla potenza dell’acqua chiama a raccolta tutte le energie fisiche e mentali, per eseguire i comandi della guida e remare senza sbilanciarsi, in un crescendo di euforia, tra paura di cadere in acqua ed ebbrezza del pericolo.

Ancora elettrizzati, arriviamo al take out dove ci attende una favolosa merenda che spazzoliamo voracemente e allegramente.

Una sola conclusione: fare rafting a Futaleufu È UNA FIGATA.

Abbiamo scelto di fare Rafting a Futaleufu con Origenes Patagonia – Adventure Travel. Compagnia seria e attenta alla sicurezza. Il proprietario è nato a Futaleufu e crede in un turismo eco sostenibile, nel rispetto del territorio e delle tradizioni della Patagonia.

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