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Quando pensate alla Toscana cosa vi viene in mente? A me Chianti, pappa al pomodoro e città d’arte… 

E se volessimo qualcosa di alternativo? Vi porto dentro le Apuane, nel complesso del Corchia, la grotta più grande d’Italia, pensate che fino ad ora è stata esplorata per ben 70 km.

È una grotta turistica dove chiunque può prendere parte al tour guidato e godersi le splendide concrezioni (mai belle come quelle di Frasassi nelle Marche però! Ma io sono di parte…)

Qui trovate il link al sito della grotta del Corchia.

Essere una speleo ha i suoi vantaggi, tra cui l’accesso a rami altrimenti difficilmente raggiungibili dai “profani”. Con degli amici siamo andati ad ammirare le splendide concrezioni del Ramo dei Lucchesi.

Ora vi porto con me a scoprire questa bellissima ala della grotta.

Indicazioni

  • Punto di partenza: Parcheggio della Grotta turistica del Corchia (comune di Levigliani, LU).
  • Entrata: da un ingresso secondario, al di sopra del livello della grotta turistica. Un breve percorso in salita di circa 10 minuti ci condurrà  al “buco”.
  • Percorso: Accesso dal “Serpente”, direzione Ramo dei Lucchesi, alla ricerca di candide e scintillanti concrezioni da fotografare.
  • Uscita: dai “Pompieri”.
  • Rientro: su comodo sentiero, 10 minuti fino alla macchina.
Corchia rilievo grotta

Descrizione del percorso

Primo tratto in discesa. Un paio di salti da attrezzare per accedere a pozzi armati con corde fisse. Abbiamo in programma una traversata: Serpente – Ramo dei Lucchesi – Pompieri per cui è sufficiente una corda da 70 m.

Qualche tratto di marcia ed un strettoia prima di raggiungere un pozzo di circa 135 metri da risalire.

Una risalita molto comoda e appoggiata su roccia pulita e bagnata da rivoletti d’acqua. I 12 frazionamenti la rendono molto meno faticosa.

La grotta è abbastanza fredda per i miei gusti, circa 8-10 C, per fortuna mi sono portata il piuminetto da grotta. Finita la risalita, ci concediamo una sosta ristoratrice con the caldo preparato dal nostro Cicerone, il grande Rossano.

 

magia nel ramo dei lucchesi

Riscaldati dal the abbiamo proseguito arrampicandoci poco più avanti per accedere al tesoro del Ramo dei Lucchesi: una saletta completamente ricoperta di concrezioni bianche e scintillanti. Formazioni bizzarre, modellate dalle correnti d’aria che hanno dato vita ad una miriade di stelle di natale, batuffoli di finissimi aghi e piccoli coralli bianchi. Il desiderio di toccarle è forte ma sono tanto belle quanto fragili. Ci siamo sbizzarriti nel fare foto, sistemando le luci  delle frontali per catturare la bellezza della natura nascosta. Esiste anche una strettoia veramente bassa e scomoda che ci costringe a strisciare proprio sotto alle concrezioni, faccia a faccia… quanta attenzione per non rovinarle!

Passiamo accanto un piccolo specchio d’acqua, sotto la superficie concrezioni simili ad anemoni di mare ingannano la nostra vista. Per un attimo sembrano muoversi sotto una corrente, invece restano cristallizzate per sempre in un accenno di movimento. La grotta è cosí, i movimenti della luce delle frontali creano ombre e forme mutevoli che ci ingannano, sorprendono e a volte suggestion

Il ritorno

Dal Ramo dei Lucchesi ritornare è comodo: tutta discesa sui 12 frazionamenti. Riattraversiamo la zona turistica, non c’è nessuno: ogni tanto Rossano si ferma per indicarci punti di accesso ad altri rami della grotta.

Il complesso del Corchia è davvero immenso, vale la pena sicuramente tornare per esplorare altre aree.

Usciamo dal “Pompiere” verso le 18.30, fuori l’aria è ancora tiepida uno splendido tramonto sul mare ci accoglie con la sua luce rosata. Soddisfatti e affamati scendiamo verso le auto a cambiarci, qualche km a valle ci fermiamo presso l’Osteria La Risvolta. Cosa c’è di meglio dopo una giornata in grotta di uno strepitoso piatto di tagliatelle allo stoccafisso con un buon bicchiere di vino?

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La squadra

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